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Il monte Cauriòl è una montagna appartenente alla Catena del Lagorai ed è collocato tra la valle del Vanoi e la val di Fiemme nel Trentino orientale. La cima raggiunge la quota di 2494 m s.l.m.

Il massiccio è famoso per le tristi vicende belliche che l’hanno visto protagonista durante il primo conflitto mondiale (1915-1918) tra l’esercito italiano e quello austro-ungarico.

La montagna era in mano alle truppe austro-ungariche e il comando italiano voleva a tutti i costi conquistare tale cima.

All’inizio le truppe italiane tentarono di conquistare il monte scalandolo, ma non ci riuscirono. Solamente il 27 agosto 1916, alle 19:50 circa, due plotoni di Alpini, anche grazie alla copertura da parte dell’artiglieria, riuscirono a conquistare la vetta, catturando 17 nemici e una grande quantità di armi e materiale bellico.

Questo era il quarto tentativo, dopo che gli austro-ungarici avevano respinto tre assalti italiani. Durante la conquista perì il sottotenente Attilio Carteri della 65ª compagnia del battaglione alpini di Feltre.

Dopo la conquista italiana, gli austro-ungarici rinunciarono a riconquistare la vetta, e gli italiani riuscirono quindi a conquistare anche la forcella Sadole, ma non si spinsero oltre lungo la val di Fiemme.

Solamente nell’ottobre 1917 quando vi fu la rotta di Caporetto, gli italiani abbandonarono la cima duramente conquistata, che aveva comportato circa 10.000 caduti italiani (si presume altrettanti anche da parte austro-ungarica), sia caduti in azione, ma soprattutto dovuti alla morte bianca.

Nei pressi dell’altipiano del passo Sadole sono visibili alcuni resti degli scontri fra soldati italiani e austro-ungarici. In seguito ai pesanti bombardamenti la cima della montagna si abbassò di ben 6 metri rispetto all’altezza precedente la guerra. Monte Cauriòl è anche un canto degli alpini relativo alle vicende della Prima guerra mondiale.

 

CARATTERISTICHE DELLA GITA:

  • Partenza e arrivo: malga Sadole (Ziano di Fiemme)
  • Difficoltà: EE
  • Dislivello: 1200mt
  • Tempo: 6h
  • Quota massima: 2500mt
  • Pranzo: al sacco
  • Coordinatore: Marino Zorzi (340/8686214)
  • Info ed iscrizioni: tramite il coordinatore oppure venerdì 21 giugno ore 20.30 presso la sede SAT Cavalese

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Gli “Stoanerne Mandl”, come vengono chiamati in dialetto, sono cumuli di pietre che si possono trovare su cime e pascoli alpini.

I più noti sono quelli posti ai 2.003 m di quota del Monte Schöneck, in Val Sarentino, dove se ne trovano  moltissimi.

Altri sono presenti sul Monzoccolo e al Giogo di San Genesio (Jenesier Jöchl, 1.664 m s.l.m.).

La leggenda narra di una strega che – infuriata – trasformò in pietra i contadini che cercavano di scacciarla con una grande croce. Qui si possono contare non meno di 100 cumuli e ogni anno sono sempre più numerosi.

E’ invece accertato da documenti giudiziari del 1540, che tra queste pietre si è ballato e fatto festa: feste e danze interpretate come sabba di streghe e diavoli.

Altre storie raccontano che furono i celti a realizzare gli omini di pietra e a farne un luogo di culto, centinaia di anni fa. Forse furono anche qui, come in altri luoghi, pastori e viandanti a realizzarli, come segnavia per il ritorno o – semplicemente – per occupare il tempo.

Ciò che invece è certo, è che questo luogo di culto nelle Alpi Sarentine è molto particolare e merita una visita.

La vista che si guadagna dopo una salita di circa 3 ore è impagabile!

 

CARATTERISTICHE DELLA GITA:

  • Ora e luogo di ritrovo: ore 7.30, piazza principale di Castello di Fiemme;
  • Ora e punto di partenza (a piedi): ore 9.00, dal parcheggio di Schermoos (Meltina). NB: Il parcheggio è a pagamento, solo con monete;
  • Grado di difficoltà: E;
  • Dislivello totale: 600 m s.l.m.;
  • Tempo previsto: circa 6 ore;
  • Abbigliamento e attrezzatura: normale attrezzattura e abbigliamento per escursioni in montagna;
  • Pranzo: al sacco;
  • Coordinatori: Ivonne Iuriatti e Ilario Cavada;
  • Info e iscrizioni: telefonando a Ilario Cavada (cell. 3498425581) oppure durante la sera di venerdì 28/06/2024, dalle ore 20.30 alle 0re 21.30 presso la sede sezionale.

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Anche quest’anno Sat Cavalese organizza alcune giornate volte alla manutenzione dei sentieri.

il tracciato da sistemare  questa volta è l’E321A,l che da loc. Forcella Busa della neve (Valmoena)permette il raggiungimento del bivio per la Baita Stellune o forcella del Vallone.

Il programma dettagliato verrà comunicato la settimana prima dell’escursione.

 

CARATTERISTICHE DELLA GITA:

  • Ritrovo: Cavalese (Palafiemme)
  • Difficoltà: E
  • Tempo: 8h
  • Attrezzatura: Guanti e scarpe da lavoro, per attrezzi specifici chiedere al coordinatore
  • Pranzo: al sacco
  • Coordinatore: Marco Bosin (335/6952372)
  • Info ed iscrizioni: tramite il coordinatore oppure venerdì 24 giugno, alle ore 20.30 presso la sede SAT Cavalese

 

Perché si segnano i sentieri?

Promuovere e favorire la conoscenza del territorio. Favorire la frequentazione in sicurezza degli ambienti montani o naturalistici di un territorio. Promuovere e diffondere un turismo sostenibile a basso impatto ambientale. Indirizzare i flussi escursionistici in certe aree anziché in altre per meglio tutelarle.

La SAT mantiene costantemente in salute 1060 sentieri e una rete di 5.540 km in Trentino, il tutto coordinato dalla Commissione Sentieri. Il lavoro volontario è curato principalmente dai Soci SAT attraverso i referenti sentieri delle Sezioni e anche i gestori dei rifugi sono chiamati a collaborare, ciò genera un impatto sul territorio di notevole valore economico, turistico, sociale e ambientale.

Attualmente la Sezione di Cavalese ha in carico 29 sentieri e una rete di 138.3 km, più 8.5 km di Sentiero Italia.

 

Info: https://www.sat.tn.it/sentieri/

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l Croz dell’Altissimo è una delle maggiori elevazioni del sottogruppo montuoso che si trova tra la Val delle Seghe e la Valle della Spora, nonché una delle più impressionanti del gruppo del Brenta.

Questo colosso è infatti ben conosciuto per il suo imponente versante Sud-Est ove precipita verticalmente per 900 metri. Non a caso su questo lato sono state scritte importanti pagine della storia dell’alpinismo ed ancora oggi la ripetizione delle linee che lo percorrono esige impegno e preparazione.

Al contrario la via Normale di salita da Est non presenta alcun tipo di difficoltà ed anzi si svolge, ad eccezione degli ultimi gradini rocciosi su splendidi e docili distese prative.

Bella escursione su una delle poche cime facilmente raggiungibili del gruppo, dalla cui sommità si può ammirare da un lato la catena centrale e dall’altro il Lago di Molveno, consigliabile in giornate fresche o a fine stagione in virtù dell’esposizione del percorso e della quota relativamente bassa della vetta.

Lungo ma panoramicamente meritevole e vario il giro ad anello per il Passo dei Lasteri ed il Passo del Clamer che permette fra l’altro di ammirare in tutta la sua maestosità la parete Sudest del Croz dell’Altissimo, raggiungendo infine l’omonimo rifugio.

 

CARATTERISTCHE DELLA GITA:

  • Partenza e arrivo: Rifugio Pradel (Molveno)
  • Difficoltà: EE
  • Dislivello: 1000mt
  • Tempo: 6h
  • Quota massima: 2300mt
  • Pranzo: Al sacco
  • Coordinatore: Jessica Bagnoli (338/3493805)
  • Info ed iscrizioni: tramite il coordinatore oppure venerdì 12 luglio, alle ore 20.30 presso la sede SAT Cavalese

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In questa domenica in bicicletta percorreremo le strade secondarie e forestali della valle di Fiemme.

Partendo dal piazzale delle funivie Cermis (di Cavalese), si procederà lungo il tracciato della vecchia ferrovia, imboccando poi la pista ciclabile delle Dolomiti fino all’abitato di Predazzo. Saliremo poi lungo il rio Travignolo attraverso strade forestali che si sviluppano lungo l’omonima valle: oltrepasseremo il campeggio di Predazzo, attraverseremo il ponte romano della Lizata in loc Sottosassa e lungo la strada forestale posta sulla destra orografica del rio Travignolo arriveremo al ponte “tibetano”  in loc. Bellamonte. Dopo averlo attraversato, mediante le strade forestali presenti arriveremo in loc. Pulesi, in riva al lago di Paneveggio, per poi proseguire verso la SS 50 di passo Rolle in direzione Predazzo, fino all’imbocco con la strada delle Carigole, che una volta intrapresa  ci porterà a Forte Dossaccio. Da qui , proseguiremo per la strada Cheta, verso il paese di Bellamonte, poi la strada della Scofa  fino a Sottosassa e ritorno a Cavalese lungo la pista ciclabile.

CARATTERISITCHE DELLA GITA:

  • Partenza e arrivo: da Cavalese (Piazzale Funivie Cermis)
  • Difficoltà: E
  • Dislivello: 800mt
  • Tempo: 6h
  • Quota massima: 2000mt
  • Pranzo: al sacco
  • Coordinatore: Mariano Corradini (347/3447277)
  • Info ed iscrizioni: tramite il coordinatore oppure venerdì 19 luglio, alle ore 20.30 presso la sede SAT Cavalese
  • Attrezzature necessarie: obbligo di casco.

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L’escursione prevede 1.100 metri di dislivello e un tempo di percorrenza  di circa 7 ore. Saremo accompagnati dalla guida Kofler Franz che gestisce questi percorsi. Ogni persona riceverà stivali, casco e lampada frontale per l’accesso dei tunnel.

 

Il programma prevede le seguenti fasi:

  • ascensione all’ex villaggio minerario di Monteneve (rifugio alpino e sezione espositiva)
  • visita alla sezione espositiva
  • pausa pranzo (possibilità fermarsi al rifugio)
  • ascensione alla Forcella di Monteneve
  • discesa alla galleria “Poschhaus”
  • percorso a bordo del trenino minerario (3,5 km)
  • percorso a piedi lungo la galleria “Karlstollen”
  • discesa al punto di partenza

 

CARATTERSTICHE DELLA GITA:

  • Partenza prevista: ore 5.00, dalla piazza di Capriana. L’escursione partirà strada per il passo Rombo (San Leonardo in Passiria);
  • Rientro: saremo a ponte Monteneve sulla strada del passo Rombo, alle ore 18.50 circa
  • Equipaggiamento necessario: zaino da montagna, scarponcini da trekking, protezione antipioggia
  • Note: il tour non è adatto alle persone che soffrono di claustrofobia e con allergie alla muffa
  • Prezzi:
    • 30 € a persona: adulti
    • 25 € a persona: anziani >65 anni, studenti <27 anni, persone con disabilità
    • 15 € a persona: bambini <16 anni
  • Difficoltà: EE
  • Dislivello: 1100mt
  • Tempo di percorrenza: 7h
  • Quota massima: 2350mt
  • Pranzo: Al sacco
  • Coordinatore: Karin Predazzer (340/3364425)
  • Info ed iscrizioni: tramite il coordinatore oppure venerdì 19 luglio alle ore 20.30 presso la sede SAT Cavalese

 

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Gabriel Perenzoni e Nicola Castagna si conoscono durante i corsi per diventare guide alpine e scoprono di avere un sogno in comune: scalare tutti gli 82 Quattromila delle Alpi in una sola stagione.

ALTAVIA 4000 è un viaggio attraverso i giganti delle Alpi, un’avventura alla scoperta di sé stessi e dei legami profondi che nascono lassù.

La Guida Alpina Gabriel Perenzoni presenterà, nel corso di una serata dedicata all’alpinismo, il film “Alta via 4.000” premiato nel 2023 al Filmfestival città di Trento.

Il film documenta la salita di tutte le cime oltre i 4.000 metri di altitudine della catena delle Alpi.

Seguirà un dibattito con il pubblico con spazio a domande e aneddoti raccontati dai protagonisti di questa entusiasmante avventura.

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Si tratta di un docufilm basa sulla raccolta di testimonianze e narra la storia di persone coraggiose che hanno messo a repentaglio la propria vita per salvarne altre, gettando il cuore al di là dei confini.

Maria Luisa Crosina, è una ricercatrice storica che scopre un fatto straordinario riguardante la propria famiglia: parte di essa riuscì a sfuggire alla Shoah scappando da Trieste.

Attraverso ricerche mirate, Maria Luisa rintraccia due anziane donne che confermano che don Pietro Cortiula, un sacerdote friulano, ha nascosto cinque membri della sua famiglia a Liariis, integrandoli nella comunità locale e nascondendone la vera identità. Il film si focalizza anche su altre storie di coraggiose azioni di salvataggio, come quelle degli alpinisti Ettore Castiglioni e Adamello Collini, che hanno aiutato dissidenti politici ed ebrei a superare i confini montani e del maresciallo dei carabinieri Bruno Pilat che riuscì a coprire la fuga da Aprica di 218 Ebrei.

 

Tipo di produzione: DOCUMENTARIO
Durata: 57’55”
Data di uscita: GENNAIO 2024
Paese di produzione: ITALIA
Linguaggio: ITALIANO
Sottotitoli: italiano
Supporto di ripresa: DIGITALE COLORE
Ratio: 16/9

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Partenza/ritorno dall’Hotel Glieshof (1810 m) nel comune di Mazia (BZ).

Il percorso passerà dai Laghi di Saldura (2747 m), dal Passo degli Alpini (3020 m) e dal Rifugio Oberettes (2677 m). Ci sarebbe la possibilità se siamo ancora in forze di arrivare alla cima dello Spizat (3038 m), che comporterebbe un allungamento del percorso  e vari dislivelli.

Infine rientreremo al nostro punto di partenza.

 

CARATTERISITCHE DELLA GITA:

Partenza e arrivo: Hotel Glieshof (Mazia)

Difficoltà: EE

Dislivello: 1200mt

Tempo: 8h

Quota massima: 3040mt

Pranzo: Al sacco

Coordinatore: Jessica Bagnoli (338/3493805)

Info ed iscrizioni: tramite il coordinatore oppure venerdì 31 luglio, alle ore 20.30 presso la sede SAT Cavalese

 

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Riportare le lancette dell’orologio a quel tragico momento e ripercorrere con i protagonisti il continuo evolversi della situazione è l’obiettivo primario del documentario.

L’opera è una dedica a chi quel 3 Luglio 2022 perse la vita nella tragedia del Marmolada e a tutti coloro che si prodigarono per aiutare e recuperare sopravvissuti e non.

Un racconto voluto per far conoscere quell’immane tragedia, ma anche per denunciare le fragilità di un territorio, che come tanti si trova a doversi confrontare con il cambiamento climatico e raccontare ciò che sono in grado di sacrificare ogni giorno gli eroi che si dedicano per garantire la sicurezza delle nostre montagne.

Il documentario fonde interviste, materiale di repertorio inedito e riprese ad oggi, in un unico linguaggio narrativo capace di restituire l’impotenza dell’uomo di fronte alla forza della natura, coinvolgendo emotivamente lo spettatore e accendendo i riflettori sugli uomini e le donne che in quei giorni hanno lavorato instancabilmente.

Le interviste ad autorità, soccorritori, guide alpine, testimoni oculari e sopravvissuti ci condurranno di ora in ora attraverso lo svolgimento degli eventi e la messa in moto della grande “macchina dei soccorsi” evidenziandone il forte impatto umano che ha avuto su chi era lì, magari con la consapevolezza di cercare tra i dispersi un amico o un collega. Un racconto che ci conduce a più riflessioni su come il cambiamento climatico stia velocemente trasformando il territorio e come di conseguenza debba cambiare l’approccio nei confronti della montagna stessa (fonte: https://www.cineblend.it/marmolada-03-07-22/).

Il documentario viene proiettato in per la prima volta in valle di Fiemme e Fassa.

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